lunedì 29 aprile 2013

Mantova...si avvicina!

L'8 e il 9 giugno si avvicina sempre più, l'attesissimo weekend dedicato al libro sarà una splendida avventura!!
Vi invito infatti alla quarta edizione del San Giorgio di Mantova Books!
Piatto ricchissimo quest'anno, con tantissimi autori emergenti e non, case editrici e incontri letterari!
Saranno presenti i membri del Ghost Hunter T
eam e persino un gruppo power/gothic che ci delizierà con le loro melodie durante la serata di sabato!
Io sarò presente con i miei due libri, e bazzicherò tra i vari stand entrambi i giorni...inoltre, nella mattinata di domenica, parteciperò ad un dibattito con alcuni colleghi scrittori....
Spero di vedervi numerosissimi!
 
 
Ecco una piacevolissima recensione de Il Libro dei Demoni Vol.1, sono orgoglioso di aver collaborato con l'associazione culturale Libro Aperto.

Confermo inoltre, che il racconto breve "Quelli della raccolta", farà parte di un'antologia horror che sarà pubblicata a breve!!

Rimanete sintonizzati...


http://associazionelibroaperto.blogspot.it/p/recensioni.html

sabato 20 aprile 2013

Selezionato!

Sono orgoglioso di comunicarvi che il mio racconto, "Quelli della raccolta", è stato selezionato dalla Libro Aperto Edizioni, ed entrerà a far parte di una antologia di racconti horror!
Titolo e copertina resteranno segreti, ma intanto godetevi i titoli dei racconti che vi saranno e i nomi dei rispettivi autori:
  • Il marchio di Nephilim (Matteo Pratticò)
  • Alex-Sandro (Anna Rita Foschini)
  • Quelli della raccolta (Massimiliano Grecchi)
  • DayZ (Ivo Gazzarini)
  • La morte che non ti aspetti (Rossella Bordin)
  • Azathot orrore nel quadrante Ovest (Vito Introna)

 

sabato 13 aprile 2013

Un regalino...

Sono troppi giorni che non scrivo, troppi giorni che non "salgo" più su questo blog...è giusto farmi perdonare cari amici!
Per cui prendetevi qualche minuto per voi e godetevi questo capitolo estratto dal mio primo libro: La Piaga!

La corsa per la sopravvivenza è iniziata...

" Stava camminando da qualche minuto. Le strade erano deserte, se non si badava ai cadaveri che lentamente marcivano al sole. Sembrava tutto normale, se si poteva ancora usare quel termine, riferendosi ad un mondo post-apocalittico.

Ad un certo punto però, sentì un rumore quasi impercettibile. Sembravano quasi schegge di vetro che si infrangevano sotto il peso di qualcosa. Forse qualche vetrata che cadeva per colpa di qualche animale. Aveva visto un sacco di gatti e cani randagi lungo il suo “pellegrinare” per l'America. Anche ratti, soprattutto nelle grandi città. Non sapeva spiegarsi perché, ma gli infetti non si nutrivano della carne degli animali. Nemmeno il virus poteva contagiare gli amici a quattro zampe. Era una condanna umana, non poteva far altro che colpire gli umani...

Comunque perché preoccuparsi. Andava tutto bene, tra poco sarebbe stato fuori da lì.

Ancora quel rumore. Stavolta più forte.

Chi c'è?” gridò fermandosi al centro della strada, mentre il suo eco moriva tra quei ruderi che un tempo erano grandi fabbriche. Magari, proprio le fabbriche che avevano contribuito alla fine dell'umanità. Il destino poteva essere beffardo qualche volta.

Larry non ottenne risposta, come del resto si aspettava. La calma era ancora più paurosa di quel rumore.

Non sapendo il perché, posò la mano sul manico della katana e riprese a camminare.

Qualcosa non va amico mio. Qui ci lasci le penne” disse stavolta, a bassa voce. Si sforzava di non pensare al peggio, ma senza successo.

Immagini terribili gli balenarono davanti agli occhi. Pensò a Thabita, che veniva sbranata da orde di morti viventi. Pensò a Thabita, che urlando si scioglieva sotto le gocce verdi delle terribili piogge acide. Pensò...

ancora quel rumore.

Sembrava, stavolta, un rumore continuo, come di tante zampe che correvano su cocci di vetro.

Un momento, non zampe. Piedi. Piedi umani...

Larry, capito il rischio, si voltò di colpo. I pensieri, sparirono in un attimo. Erano brutti, ma non potevano reggere con la realtà.

Decine di zombie uscirono correndo dagli edifici abbandonati.
 
Dio santissimo!” bisbigliò Larry, guardando la situazione precipitare.

Non ce l'avrebbe mai fatta ad affrontarli tutti. Erano troppi. Doveva scappare, e in fretta.

Si guardò ancora una volta alle spalle, come a non voler credere ai propri occhi. Purtroppo però non era un abbaglio, quei morti c'erano davvero e stavano arrivando a prenderlo. Iniziò a correre. I suoi inseguitori, guadagnavano terreno. Non erano gli zombie lenti e impacciati che il cinema ci aveva fatto conoscere. Quei bastardi, con i loro corpi putridi, decomposti, maleodoranti e affamati, erano maledettamente veloci. Quella caratteristica, li rendeva imprevedibili e molto pericolosi.

Bastardi!” urlò Larry, con il fiato in gola. Gli edifici, sfrecciavano davanti ai suoi occhi. Non sarebbe riuscito a correre ancora per molto. Il peso dello zaino, la stanchezza degli ultimi giorni, limitavano la sua fuga. Era sfinito.

Gli zombie invece continuavano a correre. Loro non sentivano la stanchezza, loro non sentivano nulla. Larry non si voltava, convinto più che mai, che se lo avesse fatto, lo avrebbero sicuramente afferrato, trascinato a terra e fatto a pezzi. Però poteva sentire, e infatti sentiva, dietro di sé, la puzza di morte provenire da quei vestiti logori e impregnati di sangue e feci. Sentiva un concerto di urla, versi incomprensibili e grugniti, raggiungerlo alle spalle. L'orchestra dell'inferno era al completo quella mattina...

Doveva nascondersi. Non sarebbe riuscito a seminarli. Non poteva scappare a dei nemici che non provavano la fatica, che non pativano la fame e la sete, che non avevano bisogno di dormire. Nemici, che potevano essere fermati solo staccando loro la testa, o lasciando che il tempo li rendesse polvere. Era una gara impari. E lui era in svantaggio.

Sotto tutto gli aspetti.

Poteva batterli solo usando il cervello, l'astuzia.

Gridando a squarcia gola, svoltò in un vicolo tra due capannoni. Quella mossa inaspettata gli fece guadagnare qualche metro di vantaggio. Quella strada era troppo stretta perché i suoi nemici potessero passarci affiancati. Dovevano, per forza di cose, rallentare e allinearsi per poter avanzare.

Larry continuava a correre, saltando ed evitando gli ostacoli che si trovava davanti. Scatoloni, vecchi bidoni della spazzatura, anche qualche cadavere in decomposizione, che per poco non lo fece cadere. Un'idea terribile si insinuò nella mente di Larry, mentre il sudore, colando dalla fronte, gli bruciava gli occhi. E se quello che stava percorrendo era un vicolo cieco? Si sarebbe trovato incastrato tra un muro di cemento e decine di zombie, affamati della sua carne.

Accelerò, cercando di scacciare quell'idea dalla mente. Se oltre alla fatica, che stava già minando la sua fuga, si fosse fatto prendere anche dalla paura e dal panico, non ne sarebbe uscito vivo.

I morti viventi intanto continuavano la loro corsa, verso quello che ai loro occhi sembrava un pezzo di carne succosa che correva. Non senza fatica, superarono gli ostacoli che Larry si era lasciato alle spalle. La voglia di azzannare quelle carni, così bianche e morbide, spingeva gli zombie a superare ogni ostacolo.

Quando ormai le forze lo stavano abbandonando, Larry, vide finalmente lo stretto vicolo aprirsi verso quello che sembrava un tipico quartiere residenziale. Certo, ad attenderlo potevano esserci altre orde di zombie, ma il sapere che nessun muro gli avrebbe bloccato la strada gli diede altra forza.

Con energia inaspettata, fece un ultimo sprint, percorrendo gli ultimi metri che lo separavano dalla possibile salvezza.

Arrivato in fondo, svoltò subito, e si trovò a correre lungo un largo viale circondate da moderne ville e case dal giardino ben curato.

Prima che l'ondata di zombie uscisse dal buio vicolo, Larry scavalcò una staccionata entrando così sul retro di una graziosa casetta color verde pastello. Corse verso la veranda, nascondendosi dietro ad un vecchio dondolo bianco perla e pregando che gli infetti non lo fiutassero.

Decine di morti viventi sfrecciarono davanti ai suoi occhi, dirigendosi nella direzione opposta. Stavano inseguendo ancora la sua immagine. Larry si immaginò la loro corsa protrarsi all'infinito, lungo le strade d'America. Una corsa mortale, eterna, in cerca di carne umana."